La nostra storia

1981
La Costituzione

Cooperativa Archeologia nasce a Firenze nel 1981 e, fin dal primo anno di attività, si caratterizza come impresa di produzione, inizialmente rivolta al settore archeologico e alle attività didattiche e turistico-culturali, in linea con le risorse umane costituite dai nove soci fondatori. In questi primi anni, svolge commesse di scavo e catalogazione: un’esperienza innovativa con l’obbiettivo di creare lavoro qualificato in un ambito che era quasi esclusivamente caratterizzato dalla presenza dell’amministrazione pubblica.

 

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1985-1989
L’ Espansione

Per garantire continuità occupazionale ai propri soci, la Cooperativa amplia l’area di intervento al mercato extraregionale, raggiungendo, nel giro di pochi anni, da una parte il consolidamento del mercato toscano, dall’altra l’avvio di attività in Veneto e in Liguria. Il numero dei soci si allarga comprendendo varie professionalità (archeologi, restauratori, disegnatori, architetti). Fra i clienti, oltre ad Amministrazioni Locali e Soprintendenze, iniziano a essere presenti i grandi concessionari di infrastrutture. Lo sviluppo dell’attività e dei soci crea i presupposti per ampliare il ventaglio delle prestazioni che la cooperativa è in grado di offrire. Si avvia quindi il settore del restauro architettonico, limitato fino ad allora all’intervento sui reperti archeologici. Si consolida il settore innovativo dell’Archeologia sperimentale.

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1990-1995
Crescita sul territorio nazionale

A partire dagli anni Novanta, l’impresa si afferma a livello nazionale con il complesso intervento di indagine archeologica in occasione dei lavori di ristrutturazione dell’area del porto di Genova per conto di Ansaldo Trasporti, nell’area del porto antico della città. Oltre alla complessa indagine archeologica, si sperimentano le primarie metodologie di dislocazione sugli imponenti resti degli antichi moli.

Si costituisce la sezione soci ligure-piemontese. Si ampliano le attività nel settore del restauro architettonico, mentre nel settore della valorizzazione culturale si avviano nuovi lavori di formazione professionale, editoria, progettazione, allestimenti di musei ed esposizioni culturali, che vanno ad affiancarsi alle attività tradizionali nella didattica.

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1996-2002
I primi 20 anni di attività

L’ampliamento dell’offerta della Cooperativa richiede la riorganizzazione e la ridefinizione dei ruoli e delle responsabilità nelle aree della produzione, della gestione commerciale e della finanza al fine di migliorare i livelli di qualità del servizio. Nel 1999 si verifica un consistente salto dimensionale grazie anche alle attività per il Giubileo del 2000, alle indagini preventive per la linea C della metropolitana di Roma e a quelle per le grandi opere di infrastruttura ferroviaria ad alta velocità Roma-Napoli e Firenze-Bologna. Cresce il radicamento nel Lazio e nelle Marche.

Nel 2000 la Cooperativa acquisisce la certificazione UNI EN ISO 9000 e l’attestazione SOA per la partecipazione alle gare di lavori pubblici nelle categorie dello scavo archeologico (OS25), restauro specialistico (OS2), restauro architettonico (OG2).

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2003-2011
Strategie e politiche di sviluppo

Il biennio 2003-2004 segna un altro gradino importante nello sviluppo della Cooperativa, grazie al consolidamento della presenza su buona parte del territorio nazionale (per la prima volta in Puglia), alla realizzazione delle attività archeologiche per le grandi infrastrutture e ai cantieri di restauro per Genova Capitale della Cultura. Nel 2003 inizia la politica di diversificazione dell’attività. La cooperativa si fa inoltre promotrice nell’ottobre 2004 della costituzione del Consorzio O.B.C. – Operatori Beni Culturali, finalizzato alla gestione di attività di restauro e di valorizzazione complesse. Nel 2005 avviene la fusione con Cooperativa Archeologia di Roma e la conseguente creazione della sezione soci nel Lazio. Negli stessi anni, si modifica lo Statuto per il recepimento delle nuove norme di diritto societario del D.Lgs. 6/2003 e si costituisce la sezione soci siciliana.

Si intensificano intanto i lavori in Campania e Sicilia ma anche in Lombardia, Trentino, Emilia Romagna e Piemonte: la Cooperativa si afferma come realtà imprenditoriale nazionale, con una solida strutturazione aziendale che si avvale della partecipazione dei soci e del loro radicamento sui rispettivi territori.

Il restauro architettonico diventa il settore più importante nel fatturato aziendale ma in questi anni la normativa sull’archeologia preventiva pone le premesse per un più ampio impegno dell’azienda nell’archeologia delle opere pubbliche, dalla progettazione ai cantieri di scavo.

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2012-2020
La crisi e l’internazionalizzazione

La crisi economica internazionale degli anni 2008-2013, con la riduzione degli investimenti pubblici nelle opere infrastrutturali e nei bilanci del Ministero dei Beni Culturali e con i ritardi di pagamento da parte della committenza pubblica e privata, colpisce duramente la Cooperativa che tuttavia sa reagire, per volontà dei soci che scelgono di affrontare sacrifici per la continuità aziendale e lavorativa. A dispetto della crisi, è proprio in quegli anni che si afferma l’internazionalizzazione della Cooperativa, in particolare nell’area mediterranea, con cantieri di restauro architettonico a Malta e di scavo e restauro in Libano, nei siti Unesco di Baalbek e Tiro.

Nel 2013 vede la luce il brand turistico Enjoy Firenze, seguito nel 2017 da Enjoy Genova, per la creazione di itinerari inediti a Firenze, Genova e nelle città limitrofe, un passo significativo per il settore della valorizzazione, a cui si accompagna lo sviluppo della progettazione e dei servizi aggiuntivi con l’impegno diretto nelle gestioni di musei e aree archeologiche a Volterra, Vasto, Agrigento e Pisa.

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2021-Oggi
Innovazione e prossimo futuro

Cooperativa Archeologia rappresenta oggi una delle più importanti realtà imprenditoriali nel settore dei beni culturali in Italia.

Nel corso degli anni, l’azienda ha mantenuto costante l’impegno nella formazione e nell’aggiornamento dei soci tecnici, impegnandosi inoltre, mediante finanziamenti pubblici, in studi e ricerche soprattutto nel settore della documentazione archeologica. È dunque in grado di offrire, alle stazioni appaltanti, competenze e professionalità, in costante aggiornamento, lungo l’intera filiera: dall’ideazione alla progettazione, dall’esecuzione alla finale certificazione presso gli enti di tutela. Quest’impegno, negli ultimi anni, si è tradotto in una crescente attenzione rivolta al concetto di sostenibilità ambientale ed economia circolare, attraverso l’adesione a procedure di qualità che pongono particolare attenzione a queste tematiche.

Il quadro normativo di riferimento è tracciato dal nuovo DM 23 giugno 2022 n. 256, G.U. n. 183 del 6 agosto 2022 sui CAM (Crediti Ambientali Minimi) e dai principi DNSH (Do-No-Significant-Harm).

I CAM per l’edilizia, sono i requisiti ambientali cogenti per gli appalti pubblici in Italia, definiti nell’ambito di quanto stabilito dal Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione e sono adottati con Decreto del Ministero della Transizione Ecologica, che la Cooperativa si impegna a rispettare in tutti gli aspetti di conduzione dell’impresa. Analogamente, ai fini del rispetto del principio DNSH, l’organizzazione delle attività aziendali è stata sottoposta ad un’attenta analisi riguardo l’eventuale impatto ambientale e sociale. La valutazione prende in considerazione diverse variabili, identificate in sei obiettivi ambientali, come l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, l’influsso sugli habitat, le emissioni di gas serra, il consumo di risorse naturali, gli impatti sulla salute umana, le questioni sociali e culturali ecc.

Grazie a questa sensibilità, Cooperativa Archeologia ha la strada tracciata per i prossimi anni negli ambiti del restauro e dell’archeologia, quest’ultima legata soprattutto alle grandi opere infrastrutturali. Il rispetto delle norme e dei principi sopra citati sono, infatti, requisiti fondamentali per poter accedere alle risorse stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nel periodo 2021-2026: il Piano rappresenta un’occasione unica con cui accelerare la transizione ecologica, digitale e l’innovazione, migliorare la formazione del personale e conseguire una maggiore equità di genere.

La sfida dei prossimi anni sarà il continuo aggiornamento tecnologico e dell’organizzazione aziendale articolata su tutto il territorio nazionale, mantenendo saldi i principi e i valori della impresa cooperativa.

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