 Con il nuovo ascensore scavato nella roccia, si completano i lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza dell'Eremo di Santa Caterina del Sasso (VA).
L'opera permetta in particolare alle persone anziane o diversamente abili di superare i 51 metri di dislivello tra il piazzale delle Cascine del Quiquio e l'ingresso dell'Eremo.
Il nuovo ascensore, che può trasportare fino a 12 persone è un gioiello di ingegneria. Infatti, il vano di corsia è stato scavato direttamente nella roccia scavando un pozzo di 6 metri di diametro collegato a una galleria orizzontale di 45 metri.
Da segnalare inoltre la stabilizzazione di tutta la parete rocciosa e il consolidamento delle fondazioni della chiesa e del campanile.
La tradizione vuole che l'Eremo di Santa Caterina del Sasso Ballardo sia stato fondato da Alberto Besozzi, un ricco mercante locale che, scampato a un nubifragio durante la traversata del lago, decise di ritirarsi su quel ciglio di roccia per condurvi vita da eremita. Lì, il Beato Alberto costruì una cappella dedicata a Santa Caterina, oggi visibile sul fondo della chiesa.
La cappella che risale al XII secolo fu presto affiancata da altre due chiese: San Nicola e Santa Maria Nuova la cui esistenza è certa a partire deal XIV secolo. Da allora e fino al XVI secolo il monastero crebbe in importanza e ricchezza. Dopo un primo periodo in cui vi soggiornarono anche i Domenicani, dal 1314 al 1645 l'eremo ospitò i frati del convento milanese di Sant'Ambrogio ad Nemus, sostituiti poi dai Carmelitani fino al 1770. Nell'ultimo periodo, ma soprattutto a partire dall'Ottocento il complesso conobbe fasi di decadenza alternate a brevi periodi di maggiore prosperità. Oggi, dopo lunghi e complessi lavori di restauro e consolidamento sostenuti dalla Provincia di Varese, il monastero (che oggi ospita i monaci benedettini) è tornato a essere meta turistica e religiosa. Indietro |