“Perché vendi questa roba?” disse il Piccolo Principe.
“È una grossa economia di tempo,” disse il mercante. “Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana”.
“E cosa se ne fa di questi 53 minuti?”
“Se ne fa quel che si vuole...”
“Io,” disse il Piccolo Principe, “se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana...”
Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe, 1943
Il tempo è il paradigma di riferimento della società contemporanea, il ritmo del mondo contemporaneo è scandito dalla pretesa di una costante crescita produttiva con orari di lavoro sempre più lunghi. L'ambizione di rendere ogni cosa più efficiente e la continua iper-attività influenzano tutti i settori della vita e non si fermano nenanche davanti alla sfera privata.
Si sviluppano fenomeni come lo speed dating (per la sfera emotiva), il power nap (per la rigenerazione fisica), il quality time (da dedicare alla famiglia) o il fast food (come forma di nutrizione).
La volontà di controllare e ottimizzare ogni attività della vita si scontra però con la sensazione di una ricorrente “mancanza di tempo”. L'iper velocità dettata dalla tecnologia, dalla mobilità delle persone a livello globale, dall'ininterrotto flusso di comunicazioni, dal concetto di un economia globalizzata e in perenne espansione, dall'idea di una produttività sempre in crescita, sta arrivando al suo limite: con il collasso degli ecosistemi naturali e con i fenomeni di ansia e depressione che rivelano il disagio di chi vive al limite delle proprie possibilità.
Ciò che il filosofo Paul Virillo definisce “dromocrazia” (una dittatura della velocità governata dal principio per cui “se il tempo è denaro, la velocità è potere”), il sociologo Hartmut Rosa “accelerazione sociale” (in cui la velocizzazione tecnica ha prodotto una sempre maggiore rapidità in ogni fenomeno della vita sociale) e il filosofo Zygmunt Bauman “modernità liquida” (per indicare come ogni certezza o verità del mondo sono destinate a cadere sotto i colpi della velocità corrosiva di una società consumistica) è al centro della riflessione di una serie di opere di artisti contemporanei nella mostra "As soon as possible" al Centro di Cultura Contemporanea "La Strozzina" di Firenze.
Ciascun autore è stato scelto per l'originale modalità di affrontare le tematiche del tempo, della velocità, dell'accelerazione o di una controreazione a tutto ciò.
Alla conferenza stampa erano presenti, tra gli altri, il direttore de Centro di Cultura Contemporanea Strozzina CCCS, James Bradburne che ha sottolineato l'attualità dell'esposizione e, riferendosi all'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull in Islanda, come, a fronte dell'accelerazione (ad esempio dei trasporti) si stia sempre più palesando invece una nostra estrema vulnerabilità.
L'assessore alla cultura del Comune di Firenze, Giuliano da Empoli ha rimarcato la qualità dei contribuiti del catalogo che accompagna l'esposizione.
Massimo Gregorini, della Regione Toscana, ha evidenziato il valore culturale della mostra “che si inserisce nelle linee guida dell'assessorato alla cultura e che prevedono la promozione dell'arte contemporanea attraverso azioni volte alla conoscenza e all'approfondimento tematico”.
La curatrice dell'esposizione, Franziska Nori ha spiegato infine come, da questa compressione del tempo, scaturisca anche il problema della necessità di una distanza, sempre più importante per promuovere una riflessione critica.
Valerio Giovannini Indietro |