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La Guerra delle Onde

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Una sola risposta ho da dare alla mia coscienza e a chi oggi mi legge. In quegli anni, a Praga come a Roma, ero sicuro, certo che fosse mio compito raccontare la verità, quella che gli altri nascondevano o distorcevano. Ed ero anche sicuro che la verità da raccontare fosse la mia, la nostra, quella dei comunisti. Ho poi imparato a mie spese, abbiamo imparato con dolore che la verità va sempre cercata, anche e soprattutto quando ci appare evidente. La differenza non è da poco. Non ho rimorsi, solo rimpianti: avremmo potuto e dovuto capire prima, crescere prima. Ma solo dalla storia accetto e abbiamo accettato lezioni, da nessuna altra cattedra è lecito impartirle: i fatti, quegli stessi che talvolta hanno messo in ginocchio le nostre certezze, stanno lì a dimostrare e a raccontare che gli altri pulpiti sono tutti al di sotto di ogni sospetto, tutti orfani di verginità morale e politica.
(Sandro Curzi a proposito di Radio Praga)

E' in programma per il prossimo mercoledì 3 alle 21.30 la proiezione de “La Guerra delle Onde” di Claudia Cipriani film documentario su Radio Praga, la radio clandestina del PCI durante la Guerra Fredda.
Interverranno Claudia Cipriani, autrice del documentario, Renzo Martinelli, professore dell'Università di Firenze, storico del Partito comunista italiano, e Tito Barbini, viaggiatore e autore del libro "Caduti dal Muro".
Dopo il successo de le Buone Novelle, la rassegna dedicata a Fabrizio De Andrè, Ipertesti (cartellone di iniziative culturali a cura di Cooperativa Archeologia - ATI delle Biblioteche, torna alle Oblate) propone, mercoledì 3 giugno alle 21.30, la proiezione di “La Guerra delle Onde” (Italia/Rep. Ceca 2008 - 60') di Claudia Cipriani.
Il film documentario è una rievocazione di Radio Oggi in Italia, emittente radiofonica clandestina del partito comunista italiano durante la guerra fredda, meglio conosciuta come Radio Praga. A parlarne insieme all’autrice ci saranno Renzo Martinelli, professore dell'Università di Firenze, storico del Partito comunista italiano, e Tito Barbini, viaggiatore e autore del libro "Caduti dal Muro". Ingresso su invito.
Quando nel 1968 i sovietici invasero la Cecoslovacchia, occuparono, tra le altre cose, la sede di Radio Praga, la radio pubblica ceca. I suoi giornalisti trovarono rifugio e poterono trasmettere dagli studi di una piccola radio italiana comunista, “Radio Oggi in Italia”. “Oggi in Italia” era nata a Praga nel 1950 e trasmetteva in italiano notizie di attualità che riguardavano l’Italia, tutte con un’impostazione anti-governativa. Dato il tono pesantemente polemico, l’emittente attirò presto l’attenzione del governo democristiano italiano, cui la vittoria nelle elezioni del ’48 aveva permesso di controllare gli apparati dello Stato, inclusa la RAI, che per legge era l’unico gestore radiofonico. “Oggi in Italia” fu contrastata in quanto radio illegale, “lesiva per gli interessi del Paese”, come testimoniano le interpellanze parlamentari dell’epoca. L’idea di un programma radiofonico alternativo alla Rai ebbe origine all’interno del Partito Comunista Italiano, cui era negato l’accesso ai canali radio statali. Fu per questo che Oggi in Italia non trasmise dall’Italia, ma da Praga, dove nell’immediato dopoguerra erano espatriati molti ex-partigiani comunisti. Erano alcuni di loro a curare le trasmissioni radiofoniche, che rientravano in un accordo di collaborazione tra PCI e KSC (partito comunista cecoslovacco). Superata la fase artigianale degli esordi, la radio si perfezionò. Fu il primo organo d’informazione a dare notizia dei fatti di Ungheria nel 1956, anticipò la radio di stato nell’informare dell’accordo tra Kennedy a Krusciov sui missili di Cuba e diede per prima l’annuncio che la “Legge truffa” del ’53 non era scattata. In pochi anni acquisì grande popolarità (riuscendo anche a superare i 4 milioni di ascoltatori), divenendo una seria antagonista al monopolio dell’informazione Rai, in un’epoca in cui in Italia era dominante il conflitto tra PCI e DC e nel mondo imperava la guerra fredda. Osteggiata per vent’anni dal governo democristiano italiano, cessò di trasmettere per volontà dell’Unione Sovietica dopo l’invasione di Praga nel ’68 per aver palesato posizioni pro-Dubcek.
Protagonista del filmato è Stella, storica speaker di Oggi in Italia, presso i cui studi lavorò dagli esordi alla chiusura. Per la prima volta dopo tanti anni, Stella decide di tornare a Praga per andare a visitare gli archivi della radio e rivedere la balia che accudì sua figlia. Un viaggio nella memoria della radio, dell’Italia degli anni ’50 e del proprio percorso di vita. Un viaggio fatto di emozioni e di ferite ancora aperte. La descrizione di questo viaggio è intercalata da varie testimonianze, tra cui quelle di Sandro Curzi, Carlo Ripa di Meana e Aroldo Tolomelli, per quasi vent’anni caporedattore della radio. Il film è attualmente in programmazione in importanti festival come Sguardialtrove di Milano.
Strettamente collegato il libro “Praga, radio clandestina” di Paola Oliva Bertelli, edito dall'Archivio Diaristico di Pieve S. Stefano: l’autrice è una sociologa che ha vissuto in prima persona, come giovane fuoriuscita, quell'avventura radiofonica militante
che dalla Cecoslovacchia diffondeva in Italia un'informazione alternativa a quella promulgata dal partito democristiano.
La Caffetteria delle oblate è gestita da Cooperativa Archeologia con l’ATI delle biblioteche (Co&So, Codess Cultura, Cooperativa Archeologia, COOPLAT, IFNET), Biblioteca delle Oblate e Comune di Firenze.

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