Gli scavi condotti hanno riportato alla luce il complesso monumentale con tre grandi aule rettangolari, secondo molti l'Atheneum che l'imperatore Adriano fece costruire a Roma sul modello di quello di Atene.
"Centro culturale" della Roma antica, l'Athenaeum è l'unico esempio di Auditorium presente nell'area archeologica centrale, voluto da Adriano per offrire al pubblico audizioni, lezioni di retorica, letture pubbliche e le orazioni dei magistrati.
Le indagini condotte dall’archeologo Roberto Egidi e per la parte post-antica da Mirella Serlonzi, medievista, con la collaborazione di Cooperativa Archeologia, hanno riportato alla luce le tre aule rettangolari, due delle quali completamente ritrovate nel corso di questa campagna. La terza è stata individuata nelle strutture emerse all’inizio dello scorso secolo.
Maggiori informazoni: http://www.archeologia.it/2012/12/scoperti-auditorium-di-adriano-a-piazza-venezia/
Il Cicolano trae la sua denominazione dagli Equicoli, termine riferito alle popolazioni stanziate nella valle del Salto a conclusione delle lotte sostenute contro Roma, entrato in uso nella tarda età repubblicana nelle fonti letterarie greche e latine.
La zona, ricca di presenze archeologiche, fu nel XIX secolo oggetto di attenzione da parte di studiosi particolarmente interessati ai numerosi terrazzamenti in opera poligonale esistenti nell' area. Solo nella seconda metà degli anni Ottanta del Novecento sono stati intrapresi studi e ricerche sistematiche, soprattutto in seguito al rinvenimento del tumulo di Corvaro di Borgorose.
Il comune di San Giovanni Valdarno sta realizzando il Museo delle terre Nuove all’interno del suo luogo simbolo: Palazzo d’Arnolfo.Cooperativa Archeologia sta coordinando i lavoro di acquisizione della documentazione fotografica e archivistica e gli studi scientifici propedeutici alla realizzazione degli allestimenti.
Anche quest’anno Cooperativa Archeologia porterà i bambini delle scuole elementari di Abbiategrasso alla scoperta delle ricchezze archeologiche e storiche del territorio
TERNA RETE ITALIA Spa-
Numerose indagini archeologiche nell’area dell’attuale porto del Puntone, anche subacquee, realizzate a partire dal 2000, hanno portato alla luce un esteso e ingente deposito di reperti accumulati nei secoli sui fondali della zona del Puntone di Scarlino. L'alta concentrazione di questi reperti rivela un intenso traffico di navi mercantili già a partire dal III secolo a.C.
La scoperta è importante in quanto indizio probante della presenza in quest'area del celebre "Portus Scabris" citato dalle fonti antiche.